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Storia Cultura Arte

La storia della Basilicata è scritta non solo nei documenti ufficiali ma, per paradosso, anche in quel patrimonio di segni incerti e parziali, spesso di difficile lettura e che secoli di diverse dominazioni, fenomeni naturali e devastazioni ci hanno consegnato. Un’avventurosa vicenda stratificatasi nel tempo, a partire dal Paleolitico (si vedano i Sassi di Matera), in cui ogni fase si è sovrapposta alla precedente, nascondendone in parte le tracce: un tessuto di testimonianze artistiche e culturali che, per il ‘lettore’ di oggi, è una sorta di racconto a ritroso tra le civiltà, mediterranee e non, che si sono succedute (greci, romani, bizantini, arabi, normanni, aragonesi). Da sempre aperta all’Est e all’Ovest per via della sua posizione, la Basilicata è simbolicamente terra di passaggio: di continui passaggi raccontati da chiese rupestri, reperti archeologici e musei ‘en plein air’ nella Magna Grecia, da castelli federiciani e abbazie di epoca medievale (il monachesimo e i suoi lasciti) che ne punteggiano il territorio -testimoniando lo stretto rapporto che legava arte e fede; ma anche dalle suggestioni dell’architettura barocca e tanto altro. Una storia che può essere ripercorsa attraverso guide d’eccezione, quali Quinto Orazio Flacco, Gesualdo da Venosa, Isabella di Morra, Federico II di Svevia, Giustino Fortunato, Leonardo Sinisgalli e Rocco Scotellaro: le loro opere sono oramai parte integrante di quello che oggi è un vero e proprio immaginario lucano.

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