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Cantine Frantoi Masserie

L’enogastronomia lucana rispecchia abbastanza fedelmente, nella varietà dei cibi e nella stessa cucina, la natura delle sue genti, una “…razza gagliarda, che pare tenga del monte e del macigno” secondo una definizione dello storico della letteratura Francesco Torraca. Terra generosa di suggestioni come pure di sapori, entrambi tramandati nel ricco carniere di tradizioni locali, questa regione conserva intatto il suo fascino non solo nella qualità di alcune produzioni D.O.P., ma anche nella loro lavorazione e nel carattere ancora artigianale, rispettoso dei rituali di un tempo oltre che delle biodiversità: dagli itinerari vinicoli e dalle cantine dell’Aglianico, nella zona vulcanica del Vulture -passando per i frantoi (qui la coltura dell’ulivo è presente sin dall’antichità) e per le masserie, immerse nelle campagne e ai margini di boschi a perdita d’occhio- fino ai territori della Magna Grecia e agli antichi sentieri della transumanza e della pastorizia, testimoni di una tradizione in passato centrale per l’economia di questi luoghi. Percorsi che la Basilicata da secoli custodisce gelosamente, in attesa che vengano di volta in volta riscoperti da ogni nuova generazione.


Cantine dell'Aglianico

Cantine dell'Aglianico
Alle pendici del Monte Vulture, in un’area dalle grandi bellezze naturalistiche e storiche, si estendono i vigneti dell’Aglianico. La produzione di questo nobile vino ha connotato la cultura e il paesaggio di un territorio vasto che si estende da Rionero in Vulture a Barile, Ripacandida, Rapolla, fino a Melfi, Maschito e Venosa.
Le Cantine dell’Aglianico sono luoghi suggestivi in cui si condensano saperi millenari che riguardano non solo la produzione del vino ma anche la realizzazione dei luoghi adibiti sia alla lavorazione delle uve che alla conservazione e invecchiamento dell’Aglianico. Le cantine interrate, grotte scavate con grande maestria, sono il più delle volte disposte l’una di fianco all’altra a creare veri e propri insediamenti rupestri, come lo “Scescio” a Barile dove nel 1964 Pier Paolo Pasolini girò le scene della natività e della strage degli innocenti del film II Vangelo secondo Matteo.
Nel percorso di visita, che può essere organizzato in uno, due o tre giorni, è possibile conoscere cantine antiche e moderne, ascoltare il racconto dei produttori e degustare il miglior Aglianico del Vulture.

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